Questa storia di fantasia è ambientata a Palazzo
del Burcardo, fatto costruire tra il 1491 e il 1500, come sua dimora, da
un alto prelato di nome Johannes Burckardt (Giovanni Burcardo) che fu
maestro di cerimonie di ben cinque papi.
Egli era noto come il
vescovo argentinensis perché era nato ad Argentoratum, l’attuale
Strasburgo, così la torre che svettava di fianco al palazzo venne detta
“Argentina” per volontà del proprietario che fece affiggere dei cartigli
in oro con questa scritta. Per tre anni il Burcardo fu in causa con la
nobile famiglia Cesarini che possedeva i palazzi adiacenti e rivendicava
diritti sulla costruzione perché eretta in un giardino di loro
proprietà. La questione si risolse con la morte del Burcardo, quando il
cardinale Giuliano II Cesarini venne in possesso della casa. I suoi
discendenti trascurarono l'edificio perché lo considerarono una
proprietà secondaria. Il palazzo cominciò a decadere così nel 1730 il
Duca Giuseppe Cesarini Sforza diede l'avvio alla costruzione del
Teatro Argentina.
La Torre Argentina si è salvata dalla
distruzione dei Lanzichenecchi durante il sacco di Roma ma non ha retto
alle offese di chi non ha avuto in stima i monumenti dell’antichità.
Quando entrerete nel teatro Argentina soffermativi un attimo
all’ingresso e ascoltate attentamente, forse sentirete il
respiro della torre che lì
dento è “murata viva”.