La famiglia Gallinari abita in un antico palazzo di Roma nella zona centralissima dov’è la Torre Argentina. Qui tutto è antico a cominciare dalle vestigia della Roma imperiale, le colonne corinzie e gli architravi marmorei sono tutti metodicamente spezzati, non può essere stato un terremoto, infatti è stato un evento ben peggiore: il sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi, spietati mercenari a cui il Papa aveva offerto 60.000 ducati in cambio di una tregua. Le truppe mercenarie non accettarono perché erano bramose di saccheggio, provenivano da Trento e da Merano, avevano marciato per quasi 1000 chilometri superando non poche difficoltà e battaglie ed ora, giunti nei pressi di Roma, erano ridotti alla fame e desideravano rifarsi con un devastante saccheggio. Nessuno avrebbe potuto fermarli e infatti non ci riuscì nemmeno il loro comandante. La tragedia era ormai inevitabile. Fu una carneficina durata nove mesi che ancora addolora il tenero cuore di Luisa Gallinari, secondogenita di una famiglia di antica tradizione che in passato aveva dignità pari ai Colonna e ai Farnese. Luisa aveva una sorella maggiore, Alessandra, molto diversa da lei, infatti Alessandra era forte e orgogliosa mentre Luisa era tranquilla e gentile. Le due sorelle non si amarono mai nemmeno quando erano bambine, anzi, in tenera età la più grande cercava di sottomettere la più mite sorellina creando fratture che si sarebbero aperte ancora di più nell’adolescenza e poi da adulte. Alessandra sarebbe stata degna figlia di Alessandro VI Borgia e, se fosse vissuta in quell’epoca, avrebbe ordito trame, pianificato intrighi e commissionato delitti efferati. A Luisa faceva letteralmente orrore vivere in quella casa, era troppo grande, con tante stanze abitate e forse altrettante abbandonate, c’erano cunicoli bui, cantine, magazzini e celle umide scavate nel tufo. Le porte erano massicce ed avevano chiavistelli enormi, le grate di ferro arrugginito chiudevano alcuni stretti corridoi e facevano tremare con i loro sinistri cigolii. Sulle pareti c’erano ancora gli anelli per mettervi le torce e ogni tanto se ne vedeva ancora qualcuna tutta ricoperta da ragnatele e polvere.
Erano cunicoli dove era vietato addentrarsi per non rischiare di
perdersi o forse per non scoprire chissà quali passaggi segreti o
trabocchetti che sicuramente esistevano nell’antico palazzo. Quando
erano piccole Alessandra si divertiva a spaventare la sorellina Luisa
con la storia di un uomo ucciso nel palazzo il cui fantasma vagava in
quelle segrete e mangiava i bambini. Alessandra sicuramente lo faceva
per divertirsi ma Luisa consolidava ancora di più la sua avversione per
quei luoghi lugubri e insanguinati. Palazzo Gallinari si salvò dalla
devastazione compiuta dai Lanzichenecchi ma tutto intorno il popolo
innocente fu passato a fil di spada e l’animo gentile di Luisa ancora ne
soffriva dopo più di 500 anni. Alessandra invece si nutriva di quel
passato e di quegli antichi fasti che si reggevano sul sacrificio
altrui. Come sorelle non potevano essere più diverse tanto che sembrava
impossibile fossero uscite dallo stesso ventre materno.
Antonio Gallinari, Conte di Marcellina, era il padre di queste ragazze
così diverse tra loro e, almeno Alessandra, così distante anche da lui e
dalla sua gentile madre, la Contessa Sofia Corsi in Gallinari, la quale
era gentile di modi e di natali. Il dubbio che in famiglia ci fosse
qualche avo dal sangue irrequieto lo assaliva spesso e lo induceva a
continuare le sue ricerche sull’albero genealogico della famiglia. Il
palazzetto in cui i Gallinari abitavano da generazioni era stato
costruito nel ‘400 e poi ingrandito nel corso dei secoli man mano che la
famiglia cresceva e anche per aggiungere fortificazioni per proteggersi
dalle invasioni e aggressioni periodiche. Giulio Antonio Gallinari era
Capitano della Guardia Pontificia e in quanto tale provvedeva a
difendere il Papa con i suoi armigeri. Ovviamente aveva ben pensato di
difendere anche la propria famiglia costruendo una dimora di fianco a
una preesistente torre dalla quale poter respingere qualsiasi attacco.
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