Il mio mondo

50 anni di studio e passione

La Follia

Potrei dir cose folli ed essere impiccato oppure dirle e dichiararmi folle per essere acclamato.

Dal folle s’accetta qualunque sberleffo perché tanto è un folle, e chi mai si metterebbe al suo livello? Ecco il prodigio della follia: trasformare qualunque insulto in una cosa da ridere, e donare al folle l’immunità per qualunque parola, gesto e sberleffo che fa. Ciò che a tutti è proibito al folle è concesso. Ciò che altri non possono dire o fare il folle spavaldamente dice e fa e con ciò suscita non rabbia o sdegno ma salutare ilarità. Persino il sovrano, investito da improperi e insulti, si sganascia dalle risa dando il buon esempio agli astanti che ridono anch’essi, ma son prudenti. Il folle più s’atteggia a folle e più ha facoltà di superare i limiti. Quindi non ci s’azzardi a far cose di moderata follia, che si potrebbe esser creduti savi e allora sarebbero guai seri; si rompa ogni remora, s’indossi un cappello a sonagli, siano superati ampiamente i limiti del consentito e tra lazzi, salti, sbuffi, peti e schiamazzi si dia libero sfogo alla lingua più tagliente.

I perbenisti tremeranno, le blasonate vittime rideranno, i loro avversari nascostamente sorrideranno, il popolo si sbellicherà, il clero il petto si batterà, e la piazza intera il folle acclamerà.

Certo, a esser folli si ha libertà di parola ma si paga un prezzo salato: dopo le risate in piazza chi mai sposerebbe un folle? Chi gli darebbe un lavoro o ci farebbe figli, che potrebbero venir folli oppure no, ma sarebbero chiamati comunque “folletti”? Dunque il folle finisce per sacrificare tutto alla sua follia, viene isolato e canzonato, emarginato e sbeffeggiato, ciò lo rende ancor più acrimonioso verso il mondo e verso chi comanda, tanto da alimentare ancora la sua follia. Il folle quindi non recita, non fa finta di dire cose folli per far ridere, il folle dice ciò che pensa davvero ma è il cappello da folle che ormai si porta in testa che lo rende immune.

Segue ....

 

 

I titoli 

La Follia
Prigione, inevitabile destino
Buon Senso
Il paradosso
Il cappellino
L’Imprinting
Polvere mentale
Il topolino e il suo amico
Saggezza
Il miglior padre
Il cliché
Il virus intelligente
L’Eleganza
Uomini di frontiera
Quell’antico bacio
Corruzione
Democrazia
Un mondo complesso
Le dolci parole che non ti ho detto
Guardar lontano
Corrispondente di guerra
Amore senza confini
Il Pachiderma
Infangatori
Il senatore spolverato
La mezza pippa
Le nostre pensioni
Chi siamo?
È solo il caso
Il rosso e il nero
Un mondo distante
Il cervello imprigionato
Risveglio
Due spine nel fianco
Buona Pasqua
Siamo in guerra, anche se non lo sappiamo
L’Italia è come Sagunto
Decadenza
La via verso il sublime
L'inutilità del male
Disdetta
Musica
Un dono meraviglioso
Il piccolo Biko
Lo sbadiglio
Un piccolissimo anellino
La mano del Destino
Leggere il futuro

 

Fine del brano di valutazione

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